Matthew Bourne’s Swan Lake: l’incanto del Cigno

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Tchaikovsky. La magia della danza. Ballerini dalle sembianze di meravigliosi cigni.
Il pluripremiato Matthew Bourne’s Swan Lake è tornato in Italia in un’unica tappa milanese dal 13 al 23 novembre. Lo spettacolo aveva già calcato il palco del Teatro degli Arcimboldi nel 2010 e, dopo quattro anni, è stata l’occasione perfetta per ammirare questa meravigliosa rivisitazione del celebre balletto classico (QUI un video di presentazione).
Il Lago dei Cigni di Bourne è un’opera anticonvenzionale, irriverente, passionale, coinvolgente, dal forte impatto scenico ed emotivo. Uno spettacolo che vanta un successo ventennale in tutto il mondo, strabiliante se si pensa che la prima rappresentazione risale al 9 novembre 1995 presso il Sadler’s Wells Theatre di Londra, con Scott Ambler nelle vesti del Principe e un magistrale Adam Cooper – primo interprete del Cigno – che cinque anni dopo impersonò Billy Elliot nell’indimenticabile scena finale.

Se la coinvolgente musica di Tchaikovsky, epica e fiabesca, e il tema amoroso di fondo rimangono invariati rispetto al progetto iniziale, la vera novità di questo balletto risiede nell’assegnazione delle tradizionali parti femminili dei cigni ad un corpo di ballo interamente maschile, con il conseguente mutamento dell’immagine del cigno da animale portatore di grazia ed eterea femminilità ad un ideale di bellezza che racchiude insieme sensualità e aggressività. Una creatura maestosa, ma al tempo stesso capace di inaudita violenza; temperamento che – a detta di Bourne – suggerisce più prontamente “l’immagine della muscolatura maschile piuttosto che quella di un’aggraziata ballerina nel suo bianco tutù” (QUI un confronto tra i due balletti).

“Effettivamente quando Swan Lake debuttò a Londra nel ’95, fu un azzardo e qualcuno si alzò persino dalla poltrona. Ma alla fine questo è diventato il balletto più rappresentato del West End. Perché gli uomini? Quando ho scelto questo titolo ho studiato con attenzione i movimenti dei cigni. Sono flessuosi, ma se difendono il loro territorio o la prole diventano aggressivi, espandono il piumaggio e la loro apertura alare è immensa. Irradiano forza e potenza in ogni movimento. Insomma, dei ballerini maschi mi sembrano più adatti”.

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Con questo accorgimento, Bourne riesce a scardinare la tradizionale visione dell’amore romantico e tragico per eccellenza – che nel balletto russo era incarnato dalla coppia del valoroso principe Siegfried e della fragile Principessa-Cigno Odette vittima di un incantesimo – facendone un’opera moderna, struggente e prevalentemente psicologica, tratto questo tipicamente novecentesco.
Partendo dal complicato rapporto tra un giovane Principe e una madre fredda e anaffettiva, interessata unicamente alle frivolezze e ai doveri imposti dalla rigida moralità di corte, Bourne mette in scena una storia d’amore universale. È il racconto della disperata ricerca di sé, del desiderio di libertà e di un amore proibito che, non contraccambiato, può solo trovare rifugio in un Ideale sfuggente e irraggiungibile, che per il protagonista assume le sembianze di un sensuale e misterioso Cigno.

Il Principe è, dunque, portato a fare i conti con i suoi sentimenti omosessuali repressi, sentimenti che la società gli impone di soffocare ma a cui il suo cuore idealmente tende, dando vita anche in scena ad una continua sovrapposizione tra realtà e immaginazione (come nella romantica scena del Lago o in quella più drammatica della gelosia al ballo di corte).
Dati questi presupposti, è evidente come l’amore puro del sogno non possa che scontrarsi con il “tradimento” della realtà (lo Straniero, figlio del Primo Segretario, che seduce la Regina al ballo ha infatti ai suoi occhi l’aspetto dell’amato Cigno, ricalcando in questo l’ingannevole figura del “cigno nero” della pièce originale), fino a trovare definitivo coronamento unicamente nella morte.

“Io racconto una storia d’amore; non mi interessa che sia tra uomo e donna. Il mio principe è una creatura fragile che si invaghisce del Cigno perché è irraggiungibile. Il sesso non conta granché. Il protagonista si identifica in quell’uccello, vorrebbe essere libero come lui ma, a Corte, è impossibile.”

Alla fine di tutto, la presa di coscienza che, sia nel mondo umano che in quello animale, il “diverso” viene deriso, freddamente allontanato o addirittura eliminato, come nel tragico finale in cui il Cigno verrà ucciso dai suoi compagni nel tentativo di proteggere il suo Principe, in una sequenza potente e concitata che dichiaratamente si ispira agli Uccelli di Hitchcock, dal quale Bourne riprende la stessa violenza irrazionale dell’assalto (QUI). Al Principe, ormai rimasto solo e senza speranza, non resta che lasciarsi morire.

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Sono rimasta letteralmente incantata da questo spettacolo, così moderno e toccante, e in special modo dalle meravigliose e coinvolgenti scene in cui danzano i cigni, scene che da sole giustificherebbero la visione dell’intero spettacolo (particolarmente delicato e commovente il passo a due tra il Cigno e il Principe nel secondo atto, in un parco deserto illuminato solo dal chiarore azzurro della luna, QUI).
Punto di merito, una coreografia che sfrutta in tutte le sue possibilità il linguaggio del corpo dei ballerini, simulando verosimilmente le movenze dei maestosi volatili: l’eleganza dei passi, il movimento a scatti della testa e l’apertura alare evocata dalle braccia protese all’indietro sulla schiena.

È il balletto classico che incontra la danza moderna, uno spettacolo che sta al passo con i tempi, sia a livello coreografico che ideologico, dall’impronta prevalentemente teatrale e recitativa. Un’opera completa in cui personaggi caratterialmente ben definiti si muovono all’interno di una scenografia spoglia, ridotta all’essenziale, che trae la sua forza dall’uso delle luci in scena e delle ombre sulle pareti, quasi fossero la proiezione visiva delle paure e dei desideri del protagonista.
Eleganza, poesia, pathos tragico, passione e malinconia incontrano il sarcasmo, l’ironia (nella figura della Fidanzata o nella scena allo Swank Bar) e lo spirito parodistico (nella messa in scena di un vero e proprio “balletto nel balletto”, riflessione metateatrale sui canoni del Romanticismo ottocentesco).
Questa varietà di registri stilistici accompagna e fa da sfondo ad un amore che ha i tratti della delicatezza e della tenera complicità (da notare la dolcezza del Cigno che, a più riprese, si abbandona fiducioso strofinando la testa sul corpo del Principe, il quale a sua volta ricambia raccogliendosi ai suoi piedi in posizione fetale), avendo tuttavia la capacità di mutare e di sfociare nella passione più violenta, fino alla tragedia.

“Ho visto l’opportunità di creare una storia umana, con un potenziale di grande forza drammatica e, al contempo, la possibilità di assecondare le mie inclinazioni ironiche e umoristiche. Irresistibile!”

Per non lasciarsi sfuggire l’occasione di vivere di persona la magia di questo spettacolo, che resterà in scena fino a questa domenica, rimando al sito ufficiale degli Arcimboldi (QUI).

Qui di seguito il video completo di Matthew Bourne’s Swan Lake, nella versione registrata nel 1996 con Adam Cooper (Cigno), Scott Ambler (Principe) e Fiona Chadwick (Regina).

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4 comments

  1. Caspita, che brava che sei Ottavia, non mi sembra per niente semplice scrivere un articolo come questo, meriterebbe di stare tra le pagine i un quotidiano, complimenti davvero.
    E tra il resto scopro da te di questo spettacolo, decisamente insolito e affascinante, passi di danza che accompagnano un viaggio introspettivo molto particolare.
    E questi ballerini hanno un’espressività incredibile, molto, molto bello.
    Grazie Ottavia, leggere il tuo blog arricchisce e fa scoprire eventi unici ed interessanti.
    Buona serata, cara!

    1. Grazie mille Miss! Ma che bel complimento, mi sento onorata, sempre troppo gentile!!
      Lo spettacolo è stato davvero meraviglioso, un’esperienza magica… mi ha lasciata davvero senza parole (a parte quelle per la recensione 😉 ) !
      Se dovesse tornare in Italia sarebbe sicuramente un appuntamento da non perdere e da segnare subito in agenda! Un abbraccio

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