Da Raffaello a Schiele, i capolavori di Budapest a Milano

Raffaello_Schiele_Milano

Nelle splendide sale di Palazzo Reale è possibile visitare la mostra Da Raffaello a Schiele, che raccoglie per la prima volta una selezione di capolavori provenienti dal Museo di Belle Arti di Budapest. L’esposizione spazia dal Cinquecento al Novecento, presentandosi come una sorta di viaggio “ideale” attraverso le epoche e i diversi stili degli artisti che ne hanno fatto la storia.

Percorrendo le sale si possono ammirare disegni preparatori, tavole ad olio e dipinti su tela di artisti delle più grandi scuole europee. Da Maestri del Rinascimento tedesco come Dürer e Cranach il Vecchio (Salomè con la testa di San Giovanni Battista) ad artisti fiamminghi dell’era barocca tra cui Van Dyck, Rubens e Rembrandt; dal Cinquecento toscano e veneto di Leonardo, Raffaello (Madonna Esterhazy), il Parmigianino, il Bronzino (Adorazione dei pastori) ed El Greco, fino all’arte italiana e spagnola di Sei e Settecento rappresentata da Annibale Carracci, Artemisia Gentileschi (Giaele e Sisara), il Canaletto, Tiepolo, Velázquez (Il pranzo), Murillo e Goya.

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Tra questi, consiglio di porre attenzione al delizioso Apollo dormiente e le Muse (1545-49) di Lorenzo Lotto e al disegno Donna con bambino spaventato dal cane (1636) di Rembrandt.
Nel piccolo quadretto idilliaco il dio greco è immerso nel sonno in una radura, mentre poco più in là le Muse danzano e corrono prive delle vesti e dei simboli delle loro Arti, in una rappresentazione allegorica del Parnaso ben poco consueta. Diverse sono le interpretazioni a riguardo. Che si riferisca alla sconsiderata irrazionalità che fa capolino quando la Ragione non vigila? O forse allo stato di trance necessario all’artista per abbandonarsi all’ispirazione creativa?
Nel disegno del pittore e incisore olandese, invece, stile e soggetto sono totalmente differenti. La descrizione della scena e il pathos sono affidati a pochi, precisissimi tratti di penna e acquerello bruno che lasciano appena accennate alcune parti del disegno ed evidenziano con maestria lo sguardo impaurito e corrucciato del bimbo di fronte al cane.

Per mio gusto personale, il coinvolgimento è andato crescendo di sala in sala fino a raggiungere gli spazi dedicati al Simbolismo ottocentesco e alle Avanguardie del primo Novecento.

In questa prima sala si scontrano energie opposte. Se da un lato si esaltano la ferinità e la sensualità attraverso opere come le Sirene di RodinIl bacio della Sfinge di Franz von Stuck, di una cupezza quasi infernale, dall’altro lato si ergono a contraltare dipinti dall’impronta più intima con linee e motivi vicini alla moda “fiorita” tipica della Secessione viennese.
Impossibile, del resto, non rimanere incantati dalle atmosfere delicate e rarefatte della Donna con gabbia di uccelli di József Rippl-Rónai o dall’eleganza sommessa di dipinti come L’età dell’oro di Janos VaszaryL’angelo della vita di Segantini, le cui preziose cornici intagliate formano un tutt’uno con i propri soggetti.

A conclusione del percorso espositivo troviamo i grandi pittori di fine Ottocento e inizio Novecento: Cézanne, Manet (Donna con il ventaglio), Monet, Van Gogh, Gauguin (Maiali neri), per finire con il piccolo e grazioso acquerello della Ragazza seduta con coperta a quadri di Egon Schiele del 1910.

La mostra sarà visitabile fino al 7 febbraio.
Per maggiori informazioni (QUI).

4 comments

  1. Una splendida presentazione per una mostra di gran pregio, leggo una sfilza di artisti celebri, da restare senza fiato.
    Io amo tantissimo Schiele, poi ci sono Velasquez, Artemisia Gentileschi, Lorenzo Lotto… e insomma, notevole!
    Bravissima tu a scrivere questo post!

    1. Grazie di cuore! Schiele piace molto anche a me e purtroppo in mostra vi era solo un suo acquerello, però la collezione è ricchissima e le opere sono meravigliose!
      Buona serata, un abbraccio!

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