David Bowie is… here!

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David Bowie is è la mostra che racconta i mille volti di un artista che ha rivoluzionato il panorama musicale e visivo degli ultimi cinquant’anni con uno stile sempre innovativo eppure estremamente riconoscibile.

Ma chi era davvero David Robert Jones?
Difficile tentare di riassumere in poche righe le trasformazioni di un artista così camaleontico ed imprevedibile: Ziggy Stardust, Halloween Jack, The Thin White Duke e Nathan Adler, sono solo alcuni dei suoi numerosi alter ego creati (complice anche il suo fascino androgino) per poter reinventare di continuo la propria immagine.

La mostra, infatti, volutamente non si propone l’ingrato compito di “spiegare” l’artista in maniera didascalica né intende comprimerne l’Ego. Attraverso un percorso diviso in macro sezioni, il pubblico è libero di muoversi per le ampie sale ricostruendo in autonomia le diverse fasi del processo creativo grazie alle centinaia di oggetti esposti, tutti provenienti dall’archivio personale del musicista.

Fotografie, appunti, spartiti e testi originali, bozzetti e annotazioni per scenografie teatrali, copertine di album da lui personalmente curate (ebbene sì, il Nostro era pure un valente artista grafico), strumenti musicali e appariscenti costumi di scena utilizzati durante i concerti, abiti iconici che, da soli, hanno fatto la storia e segnato intere epoche.

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“All art is unstable. Its meaning is not necessarily that implied by the author. There is no authoritative voice. There are only multiple readings.” (David Bowie, 1995)

Unica tappa italiana, la mostra attualmente allestita al MAMbo di Bologna è stata realizzata dal Victoria and Albert Museum di Londra nel 2013. Abituati alle classiche – e a volte forse un po’ anonime – retrospettive biografiche, lo stile elegante e assolutamente moderno del V&A non poteva non fare la differenza in un contesto simile.

Oltre all’oggettistica, infatti, le installazioni multimediali – finalmente al passo con le nuove tecnologie – sono quelle che lasciano davvero il segno. Video musicali, spezzoni di film, rare clip con interviste e performance live, prendono vita di sala in sala all’interno dell’audioguida (assolutamente indispensabile in una mostra di questo tipo) non appena si entra in contatto con un’installazione, regalando un’esperienza totalmente immersiva e personalizzata.

Una mostra per appassionati e non solo, anche se ovviamente il visitatore medio è un fan nostalgico che si aggira per le sale in religioso silenzio, con un misto di stupore e commozione.
Tra le tante curiosità potreste scoprire che la monumentale Life on Mars? fu da lui scritta e composta nell’arco di una sola giornata o che il personaggio di Jareth Re dei Folletti (Labyrinth, 1986) fu pensato appositamente per Bowie ancora prima che quest’ultimo accettasse il ruolo.
All’interno di una vetrinetta troverete perfino una foto scattata dalla polizia di Rochester (NY) nel 1976, quando fu fermato insieme a Iggy Pop per possesso di marijuana: naturalmente impeccabile e con il sorriso appena accennato che pare prendersi gioco di chi guarda, direste mai che si tratti di una foto segnaletica?
Inutile stupirsi, la classe non è acqua.

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2 comments

  1. Oh, che meraviglia, arrivo a casa e tu mi porti per mano alla scoperta di questa splendida mostra.
    Le note di Bowie, le parole delle canzoni, direi che è un percorso che cala il visitatore completamente nel mondo musicale di David.
    Grazie Ottavia, secondo me anche a Bowie sarebbe piaciuto questo tuo magnifico tributo!

    1. Che onore, grazie! Sei sempre troppo gentile ❤
      La verità è che è una mostra meravigliosa, davvero coinvolgente (e commovente aggiungerei). Ha catturato perfettamente le atmosfere di quegli anni, come pure lo stile, il carisma e la poliedricità di David… artista a 360 gradi!
      Buona serata cara Miss, un abbraccio!

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