Chagall

La grafica onirica di Chagall

Chagall_grafica_sogno

Avete in programma una passeggiata per il centro pedonale di Monza durante questi ultimi giorni di feste? Tra una compera e un dolcetto suggerisco una sosta culturale all’Arengario e ai Musei Civici per la mostra Marc Chagall: la grafica del sogno.
Allestita in due differenti sedi ospita oltre 300 acqueforti che riproducono in toto i tre cicli grafici più importanti realizzati dall’artista russo, considerati ormai un corpus inscindibile: “Le Anime Morte” tratte dal romanzo di Gogol’, “Le Favole” di La Fontaine e “La Bibbia“.

Per quanto riguarda la tecnica e i simbolismi di Chagall potete trovare informazioni approfondite in un mio precedente post. I disegni esposti in questa mostra sono invece l’occasione per scoprire uno Chagall atipico, lontano da quelle pennellate espressioniste e dalle macchie di colore che lo rendono immediatamente riconoscibile. In questo caso la forza e la vivacità dei pigmenti fanno posto ad un’elegante – e quasi straniante – alternanza di bianchi e neri. (altro…)

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Mi dilungo ma è Chagall

Quando si pensa a Chagall i ricordi volano immediatamente ad immagini appartenenti ad un mondo da fiaba: figure fluttuanti come prive di peso, immagini romantiche di spose longilinee ed eteree, esplosione di colori provenienti da ricchi bouquet di fiori, visioni oniriche di animali volanti (mucche-capre e uomini-gallo, chiari alter ego dell’artista), simboli legati all’infanzia e alla tradizione popolare russa, il tutto attraverso una pittura dalle linee semplici che si farà via via più sfaldata e priva di forma col passare degli anni.

La mostra Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985, allestita in questi mesi a Palazzo RealeMilano, si propone come la più grande retrospettiva mai dedicata in Italia al pittore di Vitebsk, nato in Russia e naturalizzato francese.
Amore, fiaba e tradizione popolare si intrecciano in un percorso di oltre 200 opere che accompagna la sua intera produzione artistica: dagli anni del primo quadro, Le petit salon, realizzato a San Pietroburgo nel 1908 ai soggiorni parigini prima della Grande Guerra; dal rientro in Russia nel ’14 al successivo viaggio a Parigi a cavallo tra le due guerre, concludendo con la fuga in America negli anni ’40 e con le monumentali opere degli ultimi anni realizzate nel sud della Francia, terra a lui carissima. (altro…)