Milano

La lezione di pattinaggio

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Giuseppe De Nittis, La lezione di pattinaggio (The ice skating lesson). 1875 circa

“Sedetevi a osservare chi è in pista e domandatevi cosa vi sta raccontando” ha detto una volta in un’intervista la pattinatrice statunitense Michelle Kwan. Ed è quello che ho provato a fare anche io qualche giorno fa, osservando La lezione di pattinaggio di Giuseppe De Nittis del 1875 circa.

Vissuto a lungo in Francia, De Nittis ne ha assorbito lo stile pittorico avvicinandosi molto all’impressionismo. In questo particolare dipinto sono perfettamente bilanciate le due caratteristiche per le quali divenne famoso: le suggestive vedute paesaggistiche e la raffinatezza delle figure femminili, qui decentrate seppure in primo piano. Come anticipa il titolo, le due giovani donne sono colte durante una lezione di pattinaggio e una delle due regge saldamente il braccio dell’altra. Entrambe indossano lunghe gonne, scialli pesanti, pellicciotti, guanti e morbidi cappellini secondo la moda dell’epoca. (altro…)

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Le ultime luci

“Fra le tue pietre e le tue nebbie faccio
villeggiatura. Mi riposo in Piazza
del Duomo. Invece di stelle
ogni sera si accendono parole.
Nulla riposa della vita come
la vita.”

(Umberto Saba)

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Prossime mostre a Milano e dintorni

Come tutti gli anni, l’arrivo della stagione autunnale porta con sé tante novità ed un rinnovato fermento in campo artistico e culturale. Per tutti gli appassionati, ecco gli appuntamenti da non perdere a Milano e provincia.

Palazzo Reale ospiterà un ciclo di quattro grandi mostre che spazieranno dagli enigmatici paradossi visivi di Escher (fino al 22/01/2017, QUI) alla grafica orientale dei tre maggiori artisti del “mondo fluttuante” in Hokusai, Hiroshige, Utamaro. Luoghi e volti del Giappone che ha conquistato l’Occidente (fino al 29/01/2017, QUI); dalle seicentesche tele di Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco (26/10-26/02/2017, QUI) alla grande antologica allestita per i 90 anni di Arnaldo Pomodoro (30/11-05/02/2017, QUI).

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Da Raffaello a Schiele, i capolavori di Budapest a Milano

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Nelle splendide sale di Palazzo Reale è possibile visitare la mostra Da Raffaello a Schiele, che raccoglie per la prima volta una selezione di capolavori provenienti dal Museo di Belle Arti di Budapest. L’esposizione spazia dal Cinquecento al Novecento, presentandosi come una sorta di viaggio “ideale” attraverso le epoche e i diversi stili degli artisti che ne hanno fatto la storia.

Percorrendo le sale si possono ammirare disegni preparatori, tavole ad olio e dipinti su tela di artisti delle più grandi scuole europee. Da Maestri del Rinascimento tedesco come Dürer e Cranach il Vecchio (Salomè con la testa di San Giovanni Battista) ad artisti fiamminghi dell’era barocca tra cui Van Dyck, Rubens e Rembrandt; dal Cinquecento toscano e veneto di Leonardo, Raffaello (Madonna Esterhazy), il Parmigianino, il Bronzino (Adorazione dei pastori) ed El Greco, fino all’arte italiana e spagnola di Sei e Settecento rappresentata da Annibale Carracci, Artemisia Gentileschi (Giaele e Sisara), il Canaletto, Tiepolo, Velázquez (Il pranzo), Murillo e Goya. (altro…)

Bellissima

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L’alta moda in Italia non poteva avere cornice più elegante. Le ricche sale della Villa Reale di Monza, infatti, ospitano la mostra Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968. Per gli appassionati è sicuramente un’occasione d’oro per poter vedere da vicino alcuni degli abiti che hanno fatto la storia dell’alta moda italiana dal dopoguerra alla fine degli anni Sessanta, in un’epoca di crescita e grande fermento creativo.

Passeggiando per le sale e le gallerie della Reggia si rimane incantati dalla ricchezza e dalla varietà degli abiti esposti: creazioni originali e moderne che rispecchiano  le tendenze e gli stili in voga in quegli anni, testimoniando lo stretto legame degli stilisti con il mondo dell’arte e del grande cinema italiano. Dagli abiti pensati per le dive di quella iconica Hollywood sul Tevere magistralmente fatta rivivere nei film di Fellini, Rossellini e Antonioni, fino alle sperimentazioni più estreme, frutto di una sofisticata ricerca formale che poteva vantare la collaborazione con artisti figurativi del calibro di Fontana, Accardi, Burri, Campigli e Scheggi. (altro…)

Le sorelle Macaluso, vita e morte in scena al Piccolo Teatro

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Difficile non perdersi in dissertazioni accademiche scrivendo di uno spettacolo che è stato argomento della mia tesi di laurea ma, al netto di ogni pedanteria, vorrei riuscire a portarvi a teatro per godere di uno spettacolo che torna al Piccolo di Milano dopo aver entusiasmato critica e pubblico la scorsa stagione.

Emma Dante si presenta oggi come una delle registe e drammaturghe più innovative e interessanti del panorama italiano e internazionale. L’uso del dialetto, un’attenzione pressoché esclusiva al gesto corporeo degli attori e la compresenza di vita e morte in scena, Kantor docet, sono la cifra stilistica delle sue regie.
Palermitana per nascita ha da sempre costruito i suoi spettacoli attingendo alla lingua e al folklore della sua terra, dando voce alle figure più emarginate e ai disagi ancora presenti nel Sud Italia. Nonostante l’apparente “provincialismo” il suo è un teatro che riesce a raggiungere il cuore di un pubblico eterogeneo grazie ad una gestualità estremamente comunicativa e a tematiche universali, al punto che il calendario delle prossime repliche comprende quasi esclusivamente date estere.

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Odyssey, Robert Wilson torna al Piccolo di Milano

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A due anni dal debutto italiano al Piccolo Teatro e in occasione degli eventi per Expo 2015, Robert Wilson torna a Milano con il suo originalissimo spettacolo Odyssey, in cartellone questo mese al Teatro Strehler dal 6 al 31 ottobre.

L’Odissea ricreata dalla mente del geniale regista americano nasce come una coproduzione tra il Piccolo Teatro di Milano e il National Theatre of Greece di Atene, che aveva ospitato la prima mondiale dello spettacolo nell’ottobre del 2012. Un progetto di cooperazione internazionale che, non a caso, aveva visto la luce in un momento storico delicato per entrambi i Paesi coinvolti e che ancora oggi mira ad indicare nell’Arte una delle possibili vie per la soluzione di una crisi che è morale e sociale, prima che economica.

“Le sole cose che restano sono i classici” spiega Wilson, e forse non si sbaglia.
L’antico e il moderno, l’epos e l’attualità qui si intrecciano in un meraviglioso gioco di luci, musiche e colori, rivelando l’attualità di un mito “senza tempo”.
Ulisse infatti, con la sua natura poliedrica e la smisurata ansia di conoscenza, è simbolo di una condizione propria di ogni essere umano. Ed è così che il “folle volo” descritto da Dante si trasforma – per mano di Wilson –  in un meraviglioso viaggio alla riscoperta della propria identità culturale, un viaggio che, pur caricandosi di una consapevolezza ancestrale, risulta allo stesso tempo alleggerito da una rappresentazione lieve, ironica, quasi fiabesca. (altro…)