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Bellissima

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L’alta moda in Italia non poteva avere cornice più elegante. Le ricche sale della Villa Reale di Monza, infatti, ospitano la mostra Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968. Per gli appassionati è sicuramente un’occasione d’oro per poter vedere da vicino alcuni degli abiti che hanno fatto la storia dell’alta moda italiana dal dopoguerra alla fine degli anni Sessanta, in un’epoca di crescita e grande fermento creativo.

Passeggiando per le sale e le gallerie della Reggia si rimane incantati dalla ricchezza e dalla varietà degli abiti esposti: creazioni originali e moderne che rispecchiano  le tendenze e gli stili in voga in quegli anni, testimoniando lo stretto legame degli stilisti con il mondo dell’arte e del grande cinema italiano. Dagli abiti pensati per le dive di quella iconica Hollywood sul Tevere magistralmente fatta rivivere nei film di Fellini, Rossellini e Antonioni, fino alle sperimentazioni più estreme, frutto di una sofisticata ricerca formale che poteva vantare la collaborazione con artisti figurativi del calibro di Fontana, Accardi, Burri, Campigli e Scheggi. (altro…)

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La metafisica di de Chirico alla Villa Reale

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“A un pittore e a un artista in genere la fantasia, più che a immaginare il non visto, serve a trasformare ciò che vede.” (G. de Chirico, 1924)

Nel cuore della Brianza, all’interno dell’antico Serrone della Villa Reale di Monza, è possibile visitare la mostra Giorgio de Chirico e l’oggetto misterioso, che, attraverso la selezione di una trentina di opere, illustra l’originale concezione artistica di una delle figure di spicco del panorama italiano del Novecento.

Nato in Grecia da genitori italiani, de Chirico insieme al fratello Alberto Savinio (pseudonimo di Andrea de Chirico) è l’esponente principale della pittura “metafisica”, corrente artistica nata attorno al 1910 per indagare e rappresentare il mistero che si cela dietro l’apparenza fisica. Secondo de Chirico, infatti, la realtà si presenta in modo sconnesso e incompressibile ed ogni cosa ha in sé due aspetti: uno immediato, fisico che possono vedere tutti ed uno spettrale, metafisico che può essere svelato dall’artista come una “collana di ricordi che si allacciano l’un l’altro” e che grazie alla fantasia e al proprio vissuto riesce a dare un senso a ciò che si vede. (altro…)

Mi dilungo ma è Chagall

Quando si pensa a Chagall i ricordi volano immediatamente ad immagini appartenenti ad un mondo da fiaba: figure fluttuanti come prive di peso, immagini romantiche di spose longilinee ed eteree, esplosione di colori provenienti da ricchi bouquet di fiori, visioni oniriche di animali volanti (mucche-capre e uomini-gallo, chiari alter ego dell’artista), simboli legati all’infanzia e alla tradizione popolare russa, il tutto attraverso una pittura dalle linee semplici che si farà via via più sfaldata e priva di forma col passare degli anni.

La mostra Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985, allestita in questi mesi a Palazzo RealeMilano, si propone come la più grande retrospettiva mai dedicata in Italia al pittore di Vitebsk, nato in Russia e naturalizzato francese.
Amore, fiaba e tradizione popolare si intrecciano in un percorso di oltre 200 opere che accompagna la sua intera produzione artistica: dagli anni del primo quadro, Le petit salon, realizzato a San Pietroburgo nel 1908 ai soggiorni parigini prima della Grande Guerra; dal rientro in Russia nel ’14 al successivo viaggio a Parigi a cavallo tra le due guerre, concludendo con la fuga in America negli anni ’40 e con le monumentali opere degli ultimi anni realizzate nel sud della Francia, terra a lui carissima. (altro…)

Bellezza preraffaellita

Bellezza. Simbolismo. Raffinato estetismo.
La visita estiva alla mostra torinese Preraffaelliti, l’utopia della bellezza mi dà l’opportunità di parlare di un movimento artistico che ha segnato profondamente l’età vittoriana. La Confraternita dei Preraffaelliti, nata in Gran Bretagna nel 1848 in aperta polemica al Neoclassicismo Accademico, si propose immediatamente come un movimento artistico e letterario d’avanguardia in grado di unire allo stesso tempo tradizione e novità.

Purezza dei temi e ritorno alla naturalezza dell’arte dei “primitivi” (gli artisti Prerinascimentali) erano ottenuti attraverso un’originale carica mistico-simbolica e un linguaggio decadente che nella sua ultima fase – tra ricchi drappeggi, cascate floreali e sensuali profili femminili – trovò un perfetto connubio con l’estetica Liberty di fine secolo. Lo stile elegante ed estremamente raffinato è la cifra stilistica di un movimento che ha fatto della ricerca della Bellezza il suo punto di forza.

La celeberrima Ofelia di John Everett Millais (1851-52) può, forse, essere considerata l’opera-simbolo del pensiero Preraffaellita.

Auguri Hitchcock

Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures

Nell’anniversario della nascita di uno dei più grandi maestri della cinematografia mondiale, colgo l’occasione per riproporre un mio vecchio articolo, pubblicato sul sito di cultura SoloSapere.it, aggiungendo una segnalazione.
La mostra fotografica Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures di cui parlo nell’articolo fa riferimento all’allestimento milanese dell’anno scorso a Palazzo Reale, ma per gli appassionati la stessa mostra è al momento ospitata nelle sale del Palazzo del Governatore di Parma in una versione rinnovata e arricchita.
Sarà visitabile fino al 9 novembre. Consigliatissima a tutti i cinefili e a chi ha amato i capolavori del ‘maestro del brivido’. (altro…)

Focus su Klimt

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Nel post precedente ho presentato la mostra milanese dedicata a Gustav Klimt.
Personalmente adoro lo stile di questo pittore e ammetto che non è stato facile dover limitare la mia selezione ad un solo paio di opere. Ho deciso di tralasciare le più note Salomè, Girasole e Adamo ed Eva per concentrarmi su quelle che dal vivo mi hanno maggiormente coinvolta a livello emotivo: l’immenso Fregio di Beethoven (il cui originale si trova all’interno del Palazzo della Secessione a Vienna) e i disegni de La Filosofia e La Medicina. (altro…)

Alla scoperta di Klimt, in mostra a Milano

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Gli appassionati d’arte e gli amanti dello stile decorativo e simbolico dell’Art Nouveau non possono mancare l’appuntamento milanese con la mostra Klimt. Alle origini di un mito, allestita a Palazzo Reale e realizzata con la collaborazione del Museo Belvedere di Vienna, dal quale provengono in larga misura le opere esposte. Si tratta di un’occasione unica per poter ammirare ben venti oli del grande maestro della Secessione Viennese, insieme a disegni, bozzetti, documenti pubblici e privati dell’artista (come le lettere “d’amore” che Klimt scrisse a Emilie Flöge tra il 1895 e il 1899).

L’esposizione si articola in modo da ripercorrere le tappe fondamentali del suo percorso artistico, inquadrandolo all’interno di quello spirito di rinnovamento che si respirava in Europa tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento: dalla giovanile collaborazione con i fratelli Ernst e Georg e con l’amico Franz Matsch (Ritratto di bambina del 1880) agli anni di formazione presso la Scuola di Arti Applicate di Vienna, dove apprese anche le tecniche del mosaico e della lavorazione dei metalli,  all’impegno come decoratore di grandi edifici pubblici lungo il “Ring”. (altro…)